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Azzeruolo
Frutta e Verdura

Azzeruolo
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sabrina
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Les Madeleines di Proust  il 07/10/2011
STORIA
L'Azzeruolo appartiene alla Famiglia delle Rosaceae.
E' detto anche "Lazzeruolo".
Gran parte dei botanici ritiene che questa specie sia originaria dell'Asia Minore o dell'isola di Creta, da cui si sarebbe diffusa come coltivazione in tutto il resto del Mediterraneo e dell'Europa.
Tuttavia anche in Italia essa si incontra a volte in una forma del tutto spontanea che si potrebbe interpretare sia come inselvatichimento secondario dovuto agli uccelli, sia come relitto di una antica distribuzione naturale della specie, molto piu' ampia di quella attuale.
DESCRIZIONE
Alberello di non piu' di 4 metri d'altezza, con una chioma espansa, irregolare, non molto densa e un tronco diritto o un po' sinuoso, non di rado a portamento cespuglioso. Le foglie decidue, alterne, brevemente picciolate e dotate alla base di un paio di stipole lineari, hanno lamina a contorno ovale o rombico, incisa non troppo profondamente in lobi piu' o meno triangolari.
I fiori compaiono in corimbi eretti in aprile-maggio, sono bianchi e presentano di norma due stili centrali e stami con antere rosso-violacee. Il frutto e' un pomo globoso, nelle piante selvatiche non piu' largo di 2 cm, fino a 4 cm nelle varieta' coltivate.
Specie termofila, predilige i pendii collinari in buona esposizione, in particolare nella fascia climatica della roverella e del leccio, con substrato argilloso o calcareo.
Diffusa in Europa meridionale, Asia Minore e Nordafrica. L'azzeruolo si incontra qua e la' in Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Sicilia.
UTILIZZO
Le azzeruole (molto gustose, che ricordano il sapore delle nespole) consumate fresche sono dissetanti, rinfrescanti, diuretiche e ipotensive; la polpa ha proprietà antianemiche ed oftalminiche.
In confetture, marmellate e gelatine, insalate e macedonie di frutta; si utilizzano in pasticceria, si conservano sotto spirito e grappa.
In cosmesi rivitalizza le pelli sciupate grazie alla provitamina A.
Coltivato in frutteti familiari e giardini in esemplari isolati, in filari o innestato in siepi di biancospino.
L'Artusi ne ha fatto una delle sue confetture più riuscite.
SAGRE
15-16 OTTOBRE: LA FESTA DEI FRUTTI DIMENTICATI 

Torna per il 21° anno la Festa dei Frutti dimenticati nel “Paese delle erbe e dei frutti dimenticati”.
Azzeruole, giuggiole, sorbe, pere volpine, nespole, corniole, mele cotogne: sono solo alcuni di quei frutti autunnali del passato scomparsi dalle nostre tavole e dalla nostra memoria. 
Casola Valsenio ha riscoperto questi “frutti dimenticati” e ha dedicato loro una festa che nel tempo è diventata sempre più importante e apprezzata per la cura e l’originalità. 
Le Aziende agricole casolane espongono, in scenografiche bancarelle, i frutti autunnali raccolti da vecchie piante sopravvissute o da nuove piante collocate dopo la ripresa di interesse verso questi prodotti naturali. Casola Valsenio ha dato l’esempio di ciò che può essere fatto dalle comunità locali per la tutela della biodiversità. E’ per questo che la Festa dei Frutti Dimenticati e l’impegno per la tutela e il recupero delle antiche piante da frutto che essa ha prodotto, è per noi casolani motivo di orgoglio.
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LE RICETTE (1)

http://lesmadeleinesdiproust.blogspot.com/2009/09/confettura-di-azzeruoli.html