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Tellina del litorale romano prodotto tradizionale
Reparto pescheria

Tellina del litorale romano prodotto tradizionale
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Acquaefarina-sississima  il 05/09/2011
STORIA
Il litorale romano è un tratto di costa ancora ricco di biodiversità, con una vegetazione costiera che si è conservata in larga parte e numerose comunità di pescatori che praticano ancora la piccola pesca costiera e alcune tradizioni locali come la pesca della tellina. La tellina (Donax trunculus L.) si trova comunemente sulle coste italiane ovunque ci  siano fondali sabbiosi ma, nella zona che va da Passoscuro a Capo d’Anzio, parte della quale è compresa nella Riserva Naturale del Litorale Romano, la pesca è sempre stata abbondante e rinomata fin dai tempi romani, grazie alla qualità e alla finezza  della sabbia.
Lo confermano anche documenti del ‘500 dove si parla di cessione dei terreni proprio destinati a tale attività: “ai 18 di aprile del 1595 Andrea Cesi  vendette a favore del cardinale Girolamo di Ciriaco e di Asdrubale fratelli Mattei, la peschiera delle telline esistente sulla spiaggia del mare del casale di Corteccia e Cesolina o Villa, per scudi 2000”.
La storia recente racconta che da Minturno, nei pressi di Latina, le comunità di  pescatori si spostavano stagionalmente per pescare lungo questo tratto di costa,  dove sfociano il Tevere e l’Arrone, fermandosi dove la pesca era più propizia e  costruendo delle capanne sulla spiaggia per ripararsi. Erano nomadi del mare, si fermavano ogni stagione in un punto della costa e, dove si fermavano, costruivano  capanne che riutilizzavano anche negli anni successivi. Non pescavano solo telline ma anche altre specie che trovavano sotto costa.
Quando questi gruppi di pescatori decisero, alla fine degli anni ’50, di fermarsi stanzialmente nei luoghi di pesca, comparvero i primi villaggi dei pescatori fatti in muratura, costruiti dove un tempo sorgevano le capanne di legno. È possibile ancora oggi osservare questi primi nuclei di insediamento a Fregene, a Ostia e in altre località lungo le poche decine di chilometri di questo litorale.Rara ormai e ricercata, la tellina è un bivalve più dolce e delicato di altri molluschi, si presenta più piccola e dal gusto inconfondibile, tanto che va condita  poco per rispettarne le delicate qualità organolettiche. La ristorazione locale ne ha fatto un simbolo dedicandole il piatto più famoso in zona: la bruschetta con la  tellina, una specialità che ha trovato il suo momento di massimo splendore negli anni ’50 appunto, nel periodo della Dolce Vita, quando sulle spiagge del litorale  arrivavano dalla vicina Cinecittà attori e registi, tra i quali Federico Fellini, a degustare le pregiate telline.
Il perpetuare nel tempo dell’importanza economica di questo genere di pesca è  testimoniato anche da numerosi documenti. In uno di questi si legge: “al 18 di aprile del 1595 Andrea Cesi vendette a favore del cardinale Girolamo di Ciriaco e di Asdrubale fratelli Mattei, la peschiera delle telline esistente sulla spiaggia del  mare del casale di Corteccia e Cesolina o Villa, per scudi 2000”. Un’altra testimonianza del valore attribuito alle telline del litorale romano è  riscontrabile nella tradizione orale di Minturno, nei pressi di Latina. Secondo i “vecchi” le comunità di pescatori si spostavano stagionalmente per pescare lungo la  costa di arrivo al mare del Tevere e dell’Arrone. La pesca era così abbondante, non solo di telline, che i pescatori costruivano delle  capanne sulla spiaggia per ripararsi. Poi alla fine degli anni ’50, questi uomini decisero di fermarsi stanzialmente nei luoghi di pesca, costruendo i primi villaggi fatti in muratura.
PRODUZIONE
Il Presidio Slow Food
La pesca della tellina viene ancora oggi praticata unicamente con rastrelli da natante e rastrelli a mano. I pescatori escono all’alba e rientrano a mezzogiorno, risalendo la costa lungo la riva solo nelle giornate in cui il mare è calmo. La  pesca della tellina con la draga idraulica è vietata in questa zona, e la pesca con i rastrelli viene effettuata da pescatori in possesso di piccole imbarcazioni da pesca costiera. I pescatori locali sono riuniti nelle cooperative di piccola pesca della zona. É una pesca artigianale e spesso solitaria: le licenze professionali di pesca per questo tipo di attività sono circa una sessantina lungo il litorale romano, tutto il resto è pescato da hobbisti.I rastrelli da usare a piedi camminando sulla spiaggia sono larghi circa 60 centimetri, quelli da natante invece sono più grandi, circa un metro e mezzo. I rastrelli utilizzati sono costruiti personalmente dai pescatori: un tempo erano di  legno, oggi sono di acciaio. Il Presidio riunisce i “tuninolari” (da “tuniola”, nome dialettale della tellina) detti anche “tellinari” i quali stanno predisporranno un disciplinare che mira a  tutelare questo tratto di costa, caratterizzato ancora da un’alta qualità delle acque, e che preserva una metodologia di pesca antica e sostenibile.
Il progetto  vuole riuscire a salvaguardare questo territorio contro l’inquinamento dei corsi  d’acqua dovuto all’attività agricola, vuole proteggerlo da una urbanizzazione eccessiva e dallo sfruttamento delle coste, prevenendo la costruzione di barriere artificiali anti-erosione e l’utilizzo indiscriminato della tecnica del ripascimento delle spiagge, che aggiunge sabbia proveniente da altre zone per sostituire quella persa con l’erosione, tutte attività che metterebbero in crisi l’habitat naturale  della tellina.
QUALITA'
La pesca della tellina avviene quando il mare è calmo, durante tutto l’anno, ad eccezione dei periodi di fermobiologico della pesca in aprile.
Il litorale romano è un tratto di costa ancora ricco di pescatori che praticanola piccola pesca costiera. Fin dai tempidei romani in quest’area, per qualità e finezza della sabbia, era particolarmente rinomata e abbondante la praticata della pesca alle telline, molluschi presenti comunemente in tutte le coste italiane con fondali sabbiosi.
Ancora oggi è possibile osservare questi insediamento a Fregene, a Ostia e inaltre località lungo le poche decine dichilometri del litorale.
Ormai rara e ricercata, la tellina è il bivalve più dolce e delicato degli altri molluschi, si presenta più piccola e dal gusto inconfondibile. Va condita poco per rispettarne le delicate qualità organolettiche.
AREA DI PRODUZIONE
Il litorale romano da Passoscuro ad Anzio (provincia di Roma).
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