STORIA
L’Aj ‘d Caraj – aglio di Caraglio – è un aglio di montagna di qualità autoctona coltivato nel comune di Caraglio in provincia di Cuneo, alle porte della Val Grana. Un tempo tale coltivazione era molto diffusa nella fasciac ollinare del comune per via delle particolari caratteristiche del terreno ricco di sali minerali e delle condizioni climatiche favorevoli.
Dal 2003 ogni anno si svolge a Caraglio nel mese di novembre la festa Ai a Caraj promossa dall’associazione Insieme per Caraglio.
Il progetto di riscoperta, recupero e valorizzazione dell’aglio di Caraglio è stato ufficializzato nel luglio del 2008 con la creazione del Consorzio di Tutela e Promozione dell’Aglio di Caraglio che conta ad oggi una decina di produttori ed è basato su un disciplinare di produzione condiviso ed orientato a metodi di coltivazione biologici. Dal Consorzio, che costituisce un organo prevalentemente tecnico, nasce nel novembre 2008 la Confraternita dell’Aglio di Caraglio che si occupa della promozione del prodotto e degli aspetti culturali e gastronomici.
I Coltivatori d’Aglio di Caraglio costituiscono anche una delle 2000 comunità del cibo della rete di Terra Madre, la fondazione costituita da Slowfood e Città di Torino, che si occupa di tutela della biodiversità, promozione dell’agricoltura sostenibile e che cerca di avvicinare piccoli produttori e consumatori.
IL PROCESSO PRODUTTIVO
I produttori di aglio caragliese, per poter usufruire dell’apposito marchio, si attengono al disciplinare di produzione stabilito dal Consorzio che promuove il ricorso all’agricoltura biologica nel rispetto dell’ambiente e del consumatore.
La coltivazione dell’aglio di Caraglio prevede una turnazione quadriennale del terreno: il terreno coltivato ad aglio per un anno dovrà poi ospitare per i quattro anni successivi altre coltivazioni o esser lasciato incolto. Tale tecnica è fondamentale per la buona riuscita del raccolto sia in termini qualitativi sia quantitativi. Il Consorzio ha promosso antiche colture intercalari tradizionali come la patata ialina e la ciarda, le lenticchie, il barbarià (coltivazione mista di 60% di grano e 40% di segale da cui si ricava l’omonima farina), e le antiche qualità di mais.
Lac oltivazione dell’aglio si sviluppa in un periodo “morto” per l’agricoltura: nei mesi di ottobre e novembre si procede con la spicchiatura e l’impiantamento dei bulbi mentre la raccolta avviene nel mese di giugno in coincidenza con la festività di San Giovanni. La coltura sviluppandosi nei mesi freddi non richiede particolari attenzioni, irrigazione, né trattamenti antiparassitari equindi ben si presta a metodi di coltivazione biologici.
EVENTI
Festa dell’Aglio Nuovo: dal 2009, nel mese di luglio i soci del Consorzio presentano il raccolto dell’anno a Caraglio.
Aj a Caraj “quando la festa sa di aglio” – dal 2003 si svolge nel mese di novembre la festa e fiera tematica dedicata alla aglio di Caraglio. Si possono trovare circa 60 espositori e i prodotti tipici della regione Piemonte.
Caserecce con patate, mollica al basilico e aglio di caraglio
http://fiordilatte-appuntidicucina.blogspot.com/2009/08/caserecce-con-patate-e-mollica-al.html
Salsa all'aglio
http://fiordilatte-appuntidicucina.blogspot.com/2009/09/salsa-allaglio.html
Bagna caoda dell'arciprete
http://fiordilatte-appuntidicucina.blogspot.com/2010/01/bagna-caoda-dellarciprete.html
Ajo & ojo
http://www.abbuffone.it/?p=4274
Gli articoli del giornale "il caragliese"
http://www.fattoriadellaglio.it/it/press.php?btn=mcDiconodinoi
La confraternita dell'aglio
http://www.confraternitadellagliodicaraglio.it/
I coltivatori d'aglio di caraglio
http://www.terramadre.info/pagine/rete/leggi2.lasso?id=5039&ln=&tp=3
Associazione insieme per caraglio
http://www.insiemepercaraglio.it/